In giro per Milano sulle tracce di Leonardo da Vinci

25 Mag

Le classi 2^E, 2^A e la mitica 2^B il giorno 15 maggio si sono recate a Milano per conoscere i più importanti luoghi della città

di Alessia Albo, Camilla Fanzini, Alice Gatti e Giulia Parolini

25/05/2019

Le classi seconde, partite alle 8:00 e arrivate alle 9:45, per prima cosa si sono recate al Castello Sforzesco. Una volta arrivati all’interno del Castello gli alunni hanno fatto merenda, hanno appoggiato gli zaini all’interno della struttura e subito hanno cominciato la visita al Museo degli Strumenti Musicali. Andando verso il Museo i ragazzi sono passati per i bellissimi giardini del Castello, ammirando prati e fontane. Una volta arrivati hanno avuto la possibilità di percorrere varie gallerie e guardare tutti gli strumenti musicali: dal più antico al più recente, dal più comune al più raro. Riguardo agli strumenti i Prof. hanno proposto una sfida ai ragazzi: riuscire a trovare i due strumenti più rari e antichi. Visto che nessuno è riuscito ad indovinare quali fossero, i Prof. li hanno svelati: erano la viola del Grancino di fine ‘600 e il flauto dolce tenore di Bressan di metà ‘700. Dopo aver visitato gli strumenti i ragazzi hanno avuto anche la grande opportunità di vedere la Pietà Rondanini di Michelangelo Buonarroti e il suo originario piedistallo. Usciti dal Castello Sforzesco il gruppo ha mangiato nel parco Sempione e ha ammirato la natura che lo circondava. Dopo un’ora le classi hanno raggiunto la Torre Branca, alta 108,60 m, dalla quale si può ammirare tutta Milano, ma purtroppo non tutti hanno avuto la possibilità di salirci per il troppo vento sopraggiunto. Successivamente gli alunni hanno raggiunto il Duomo di Milano, hanno fatto le foto, hanno visto la Galleria Vittorio Emanuele e sono entrati nel Museo di Leonardo, dove li attendeva prima un laboratorio didattico e successivamente la visita guidata. Nel laboratorio, tagliando delle cannucce, hanno provato a costruire un ponte autoportante. Per prima cosa bisognava disegnare tre quadratini sulle cannucce, ritagliarli e per finire assemblarle, creando così un ponte in miniatura. L’attività si è rivelata molto interessante e per alcuni un vero successo. A seguire i ragazzi hanno fatto la visita guidata. La guida ha spiegato loro la vita di Leonardo e le sue principali invenzioni, in particolare la famosa macchina volante e i suoi molteplici tentativi di farla volare. Anche se questa invenzione non ha funzionato, le scoperte di Leonardo sono state fondamentali per gli aerei di oggi. Per finire i ragazzi hanno avuto del tempo libero per girare nel Museo e provare sia i vari giochi interattivi, tra cui vedere la Monnalisa e la Dama con l’ermellino muoversi e visitare virtualmente le stanze delle loro abitazioni o navigare sui Navigli, sia quelli più pratici come riuscire a creare una macchina volante, terrestre o acquatica, ricevendo così un attestato come inventore o inventrice. I ragazzi hanno infine preso il pullman e sono arrivati a casa alle 19:00. Questa gita ha insegnato ai ragazzi la vita nel Castello Sforzesco, hanno scoperto gli antichi strumenti musicali, hanno visto il parco Sempione e hanno conosciuto la vita e le invenzioni di Leonardo con dei giochi indimenticabili.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La giornata della musica

25 Mag
di Davide Bergonzi, Stefano Ratti e Matilde Massari

25/05/2019

Venerdì 17 maggio si è svolta al Teatro Verdi la Giornata della musica. Iniziata alle ore 11, ha visto partecipi molti protagonisti: il gruppo musicale della Scuola Sec. di I grado di Castel San Giovanni, il Coro di voci bianche della scuola di Berbenno e il Coro delle classi elementari della scuola di Trevozzo. La scuola di Sondrio si è esibita con più brani di diversi generi e lingue.

E’ stata una bella esperienza culturale, a cui hanno assistito non solo i ragazzi delle classi quinte della Scuola Primaria e le classi Prime della Scuola Secondaria di Castello, ma anche il sindaco Lucia Fontana, l’assessore alla cultura Valentina Stragliati e alcuni docenti.

I professori del nostro Istituto si sono impegnati a far sentir partecipi tutti i bambini presenti nel pubblico con canti e danze facilmente eseguibili da seduti.

Questa giornata per la nostra scuola era una novità ed è stata accolta con piacere, infatti tutti i ragazzi si sono divertiti e hanno tratto insegnamenti da quest’esperienza; è stato anche un modo per fare amicizia con ragazzi di altre scuole, infatti noi ragazzi della Scuola di Castel San Giovanni abbiamo avuto l’opportunità i conoscere i ragazzi della scuola di Berbenno.

ABC DEI POPOLI della 2^F

25 Mag

Andiamo alla scoperta di popoli e etnie che non sono del tutto conosciuti

di Arianna Capelli e Virginia Dagradi

25/05/2019

Quest’anno, con la Prof.ssa Rizzo di arte abbiamo fatto delle piccole ricerche o approfondimenti su popoli o etnie oggi poco conosciuti.

Ognuno di noi ha scelto 3 etnie e con pezzi di carta di vari colori, forme e dimensioni abbiamo realizzato una specie di collage rappresentante il volto di una persona che faceva parte dell’etnia da noi scelta.

Con questa ricerca siamo riusciti a conoscere e a scoprire tradizioni diverse dalle nostre e abbiamo capito che, se ci sono tradizioni differenti dalle nostre e se a noi sembrano strane, è solo questione di abitudine quindi che non è corretto giudicare le persone per i loro usi, costumi o anche solo per la loro provenienza.

Qui i confronti tra i nostri disegni e le foto originali delle etnie da noi selezionate:

  1. ESCHIMESI (di Arianna Capelli)

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2. MIAO (di Virginia Dagradi)C9DfhuaXgAAxQct.jpg

 

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3. MAORI (di Xhani Samuel)

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4. KOROWAI (di Fiocchi Nicolas)

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Giochi della gioventù 1^media

21 Mag

Il 7 maggio, al Campo Sportivo “Soressi”, sono andate in scena le classi prime, in palio un biglietto per le gare provinciali

di Daniele Sacchi e Irene Lombardelli in collaborazione con Andrea Gazzola, Riccardo Maggi e Luca Guasconi

13/05/2019

La giornata è iniziata con l’arrivo al campo sportivo Soressi e con la comunicazione che la gara del salto in alto non si sarebbe svolta per motivi tecnici. Subito dopo si è dato inizio alle gare con la velocità maschile. il vincitore è stato Lamine Ballo di 1^A, una vera gazzella! la seconda gara sono stati i 600 m maschili, che ha visto ancora trionfare Lamine Ballo.

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Ballo Lamine di 1^A

Successivamente si sono svolte in contemporanea la gara del salto in lungo femminile  e la gara di velocità femminile; la vincitrice del salto il lungo è stata Giulia Losi di 1^E, mentre nella gara di velocità la vincitrice è stata Raffaella Monenciu della classe 1^A.

Poi ci sono state le gare dei 600 metri femminili con vincitrice Helal Nouran di 1^A Sarmato e la gara del lancio del peso maschile con vincitore Leonardo Taina di 1^C . Il vincitore nel salto in lungo maschile è stato Emanuele Tosca di 1^E; allo stesso tempo si è svolta la gara del lancio del peso femminile vinta da Selene Albanesi di 1^C. Subito dopo Emanuele Tosca ha vinto anche il lancio del vortex maschile, mentre la vincitrice di quello femminile è stata Rita Guerriero di 1^F. L’ultima gara è stata la staffetta vinta dalla classe 1^E.

Le gare provinciali si svolgeranno mercoledì 29 maggio e Castel San Giovanni sarà rappresentata da giovani atleti che si impegneranno al meglio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La gita a Milano della 1^A e della 1^C

21 Mag
di Laura Fantini e Virginia Calderoni

21/05/2019

Il 3/05/2019 le classi 1^A e 1^C del plesso “G. Mazzini” si sono recate a Milano, per visitare il museo “Leonardo3 Museum” in Piazza della Scala, dedicato alle costruzioni e ai disegni di progettazione del genio italiano Leonardo da Vinci, in occasione  del 500° anniversario della sua morte, e nel pomeriggio il Castello  Sforzesco, sede del Museo degli Strumenti musicali.

Appena scesi dal pullman abbiamo attraversato la Galleria Vittorio Emanuele II, per ritrovarci in piazza Duomo, dove abbiamo ammirato appunto il Duomo e il Museo del ‘900, scattato foto ricordo e fatto la merenda di metà mattina.

Poi ci siamo recati al Museo di Leonardo da Vinci: appena entrati una guida ci ha distribuito le audio guide e poco dopo è iniziata la visita del museo.

MUSEO LEONARDO3

Nella prima sala la guida ci ha illustrato le macchine fabbricate da Leonardo da Vinci.

Nella seconda sala ci hanno illustrato i disegni e le pagine del Codice Atlantico.

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Nella terza e ultima sala invece c’erano alcuni strumenti musicali inventati da Leonardo.

Poi abbiamo svolto un laboratorio didattico sulla costruzione di un ponte autoportante utilizzando semplici cannucce.

CASTELLO SFORZESCO

Immagine correlata

Dopo aver finito il laboratorio al Museo, ci siamo recati al Castello Sforzesco per visitare la mostra sugli strumenti musicali antichi.

Abbiamo avuto come guida la Prof. ssa Sesenna, che ci ha illustrato come si suonava un organo antico ad aria.

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Poi abbiamo preso il pullman e siamo tornati a casa, felici della bella giornata trascorsa!!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Open day Istituti superiori

20 Mag

Visita al liceo A.Volta a Castel San Giovanni

di Valeria Brusamonti, Lorena Gjordumi e Giada Bongiorni

20/05/2019

Durante il mese di maggio la nuova Rete Provinciale sull’Orientamento “Piacenza-Orienta” ha offerto ai ragazzi della seconda media la possibilità di visitare i vari Istituti superiori della provincia di Piacenza, e quindi anche di Castel San Giovanni, per iniziare il percorso di orientamento.  Noi abbiamo visitato il Liceo scientifico “A. Volta” il 4 maggio, dalle 15 alle 18.

Una volta entrati ci hanno divisi in gruppi. Ogni gruppo era guidato da un ragazzo frequentante il liceo, che ci ha accompagnato nelle diverse aule dell’edificio. La prima aula che abbiamo visitato è stata quella di chimica, in cui abbiamo trovato altri studenti che ci hanno presentato vari esperimenti: il dentifricio di elefante, la provetta arcobaleno, il DNA della banana e il fluido non newtoniano. La seconda aula che abbiamo visitato è stata quella di fisica. Anche qui ci hanno presentato altri esperimenti che raffiguravano il moto. Uno di questi era costituito da due macchine che si scontravano e veniva messa in relazione la velocità della prima macchina con lo scontro tra le due. La terza aula che abbiamo visitato è stata quella di robotica, in cui due ragazzi ci hanno presentato un robot che si muoveva in base ad un sensore e ai colori che captava. Alla fine della nostra visita un professore e una professoressa ci hanno presentato un altro progetto svolto da alcuni alunni durante ore supplementari: la costruzione di pannelli solari sui banchi.

Il liceo scientifico è articolato in corso tradizionale e scienze applicate. La differenza sostanziale tra i due è la presenza del latino nel tradizionale. Di solito questo liceo è frequentato da ragazzi con preferenze per le materie scientifiche. Personalmente questa visita ci è piaciuta molto e ve la consigliamo.

Eco alcune foto dei vari esperimenti svolti:

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provetta arcobaleno   

 

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dentifricio di elefante

Giornaliamo 2019

20 Mag

Atteso il Meeting “Giornaliamo”, evento che quest’anno si tiene il 21 maggio, in cui alcuni delegati della redazione si recano a Piacenza ed incontrano le varie redazioni scolastiche del piacentino

di Arianna Capelli e Virginia Dagradi

20/05/19

Anche quest’anno una delegazione della nostra redazione parteciperà al Meeting “Giornaliamo”, che si terrà domani, martedì 21 maggio, presso il Centro di Formazione Crédit Agricole Italia a Piacenza. Sarà l’occasione per portare materiale da scambiare e mostrare, mentre i giornali on line mostreranno i loro elaborati attraverso il loro computer.

Ospite d’onore della mattinata il Direttore di Libertà, a cui sarà possibile fare alcune domande, a  seguire ogni redazione dovrà presentare una scenetta o un video della durata massima di 3 minuti su uno dei due argomenti proposti: una conquista sorprendente o il nostro contributo per l’ambiente. La nostra redazione ha realizzato un contributo speciale sul primo spunto; un ragazzo di ogni redazione sarà scelto come membro di giuria con lo scopo di votare e verrà votato la presentazione migliore.

Alla fine ogni redazione riceverà un premio in denaro dato dallo sponsor, Crédit Agricole Italia.

Non vediamo l’ora che sia domani!

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La nostra redazione a “Giornaliamo 2018”

 

 

Torneo di pallavolo di Istituto

13 Mag
di Alessio Gazzola e Mattia Repetti

13/05/2019

Anche quest’anno, come ogni anno, i Prof. di Motoria (Manfredi, Rossi e Beghi) organizzano un torneo di pallavolo, al quale partecipano classi seconde e terze. Questo torneo si suddivide in tre gironi: i vincitori di ognuno si sfidano per decretare un vincitore; le squadre di ogni girone si affronteranno nel primo pomeriggio o alla mattina nel mese di maggio, mentre la finale si svolgerà al Palazzetto dello Sport l’ultimo giorno di scuola. In quell’occasione verranno premiati anche i vincitori delle numerose gare scolastiche affrontate durante l’anno e saranno presenti tutti i ragazzi della scuola. A questo torneo possono partecipare tutti, anche chi non gioca a pallavolo; i Prof, per preparare i ragazzi, li allenano simulando delle mini partitelle nella palestra della scuola.

La squadra favorita delle seconde è la 2°F, mentre delle terze è la 3°E, che arrivò in finale anche nell’anno passato, ma senza ottenere i risultati sperati. Alcuni dei ragazzi più forti in questo sport sono:

-Gerente Dansel, anche se non ha mai praticato questo sport, si è distinto per la sua agilità nel salto e la sua forza fisica;

-Laurino Giada, dotata di un’ottima battuta.

Per sapere il risultato finale, vi invitiamo al Palazzetto dello Sport il giorno 7 giugno 2019… un grande in bocca al lupo a tutte le squadre dalla redazione!

Pierre Paolo, lo zio di Haiti

13 Mag

Dal progetto interculturale lo spunto per conoscere la storia di Pierpaolo Pergolotti e della repubblica caraibica di Haiti

di Antonio Giuliani e Luca Guasconi

13/05/2019

“La fabbrica dei colori” è un progetto di educazione all’intercultura e alla lettura che ha coinvolto varie classi della Scuola “G. Mazzini”. I ragazzi della 1^C hanno preso spunto dalle storie delle loro famiglie per raccontare la bellezza della diversità e per riflettere sulla comune origine di tutti i popoli della terra. Ritagliando i simboli con cui sono formati i volti contenuti nel libro “ABC DEI POPOLI” di Liuna Virardi, utilizzato come spunto dalle classi, i ragazzi hanno composto dei nuovi volti, accompagnati dalla descrizione dell’etnia corrispondente e da brevi poesie. Il progetto sta a significare che i popoli della terra sono tutti diversi in riti e in tradizioni, ma tutti sono accomunati dal fatto di essere composti da esseri umani. Il volto che fra tutti si contraddistingueva era quello del gruppo di Antonio Giuliani,  Mirko Francesconi e Corrado Di Franco. Il volto ritraeva lo zio haitiano di Antonio, adottato da Antonietta e Piero Pergolotti, i nonni materni di Antonio. Loro avevano già due figlie e conoscevano molto bene la gioia di avere una famiglia e la volevano donare a un bambino meno fortunato, così hanno adottato Pierre. Il piccolo Pierre era in una condizione di disagio: i suoi genitori erano morti e lui era stato affidato alle suore Salesiane. Di quella congregazione religiosa faceva parte una sorella di Antonietta; la suora era una missionaria, a quel tempo era ad Haiti, così chiese alla sorella Antonietta se voleva adottare un ragazzo meno fortunato e lei accettò senza pensarci due volte. Il piccolo Pierre partì con la nuova zia e prese l’aereo verso l’Italia: fu un viaggio molto lungo. I suoi nuovi genitori non  vedevano l’ora di incontrarlo. Pierre Paolo vive in Italia da 37 anni, si è laureato in Economia aziendale e spesso ritorna nel suo paese per portare aiuto concreto data la situazione umanitaria sempre più critica.

Ecco la poesia dedicata a Pierre Paolo e all’etnia Yoruba:

Sono Pier Paolo, dagli occhi grandi e neri

Che celano profondi misteri

Ma quando la mia bocca si apre al sorriso

Si coglie la gioia del Paradiso

Sono lo zio che è nato ad Haiti

Terra che celebra molti riti

La festa più grande dal mio popolo celebrata

È il carnevale dei fiori, tradizione da tutti apprezzata

In quel giorno ci pitturiamo

Al ritmo di musiche caraibiche danziamo

Molti simboli sul volto amiamo disegnare

In onore degli dei da rispettare

Shango io lo scelgo per me

Difensore degli oppressi e della giustizia re

Il mio paese è tutto da scoprire

Per le ricchezze che nasconde può solo stupire

A Terezín, per seguire l’eco delle Farfalle

13 Mag

Un gruppo di studenti della scuola secondaria “G. Mazzini” a Terezín per un viaggio della Memoria

di Elisa Panelli ed Elena Antoniotti

6/5/2019

Finalmente ci siamo, siamo a Terezín , nella campagna boema a 60 chilometri da Praga e la cittadella fortificata ci accoglie con le punte affilate dei suoi bastioni, utili a tenere fuori o a chiudere dentro. Dopo tanti studi, ricerche, letture, rielaborazioni siamo arrivati.

In questa stagione Terezín profuma di ippocastani in fiore; chissà se qualcuna di queste piante maestose avrà assistito al dramma del ghetto, custode muta di storie come l’ippocastano amico di Anne Frank! Terezín, in questa stagione, è immersa in una campagna gialla di fioriture gialle come le stelle che stiamo cercando di avvicinare. Qui la nostra missione è camminare nelle stesse strade, osservare gli stessi edifici, dormire sotto lo stesso tetto degli ebrei reclusi di settant’anni fa; vogliamo avvicinarci alla storia in punta di piedi, immaginare Petr Ginz che cammina nel cortile, la mente persa nelle sue storie avventurose, ascoltare la musica fioca dell’infermiera Ilse Weber che canta ninne nanne ai bambini malati, l’eco degli ordini e degli spari, le note di un pianoforte clandestino che nessuna catena può imprigionare.

Per aprire la porta di Terezín abbiamo usato una chiave, il libro “La Repubblica delle Farfalle” ed una guida, Matteo Corradini che ci ha introdotto con discrezione e rispetto nel campo, verso le ombre della storia e verso la vita delle persone che qui sono passate.

La piazza principale di Terezín

La cittadina non è proprio come ce l’eravamo immaginati: qui a Terezín tutto è normale e poche cose ci rimandano alle tragedie che sono avvenute tra queste mura. Forse è proprio questa la cosa più inquietante, il fatto che dobbiamo sovrapporre ciò che è successo alle immagini di un paese dove ora tutti vivono tranquillamente.

Appena arrivati ci siamo sistemati nelle nostre stanza nella foresteria del paese e successivamente ci siamo recati alla sinagoga per partecipare alla celebrazione di Yom Ha-Shoah, in ricordo delle vittime. Nel cortile della piccola sinagoga abbiamo incontrato e intervistato due importanti esperti professori universitari del Regno Unito che dedicano i loro studi alla musica e al teatro nei campi di concentramento e di sterminio: David Fligg e Lisa Peschel.

Nel cortile della sinagoga di Terezín

Abbiamo potuto riflettere sul fatto per noi apparentemente inconciliabile del rappresentare opere divertenti in un campo di concentramento; all’epoca era comprensibile per il fatto che le persone ricercavano qualcosa per evadere dalla quotidianità squallida del campo. Lo stesso discorso vale per la fede: la piccola sinagoga clandestina del ghetto sta a dimostrare la ricerca di restare ancorati alla speranza.

La piccola sinagoga

Camminare per le strade di Terezín è semplice: il reticolo delle strade è ortogonale, grandi edifici una volta caserme si susseguono con regolarità e precisione. L’ordine dell’esercito è matematico, come organizzato e pianificato è stato lo sterminio ad opera dei nazisti. La tappa successiva, infatti, la raggiungiamo camminando sui binari sui quali un tempo passavano i treni per Auschwitz. E’ stato un momento molto forte e toccante, soprattutto pensando che quelli per tanto tempo sono stati i ”binari della morte”.

Il passaggio sui binari

Dai binari alle “Colombaie”, dove troviamo lapidi e monumenti alla Memoria: ogni mattone del paese è un invito a ricordare. Qui, in particolare, osserviamo i contenitori di cartone che i nazisti usavano per riporre le ceneri in uscita dai forni crematori.

Le “Colombaie”

La tappa successiva è il cimitero ebraico dove ognuno di noi ha posto su di una tomba a piacere il proprio sasso, portato appositamente dai nostri paesi in Italia. Questo è stato uno dei momenti più emozionanti e commoventi, perché in qualche modo a Terezín è rimasto qualcosa di noi che non appassirà e non si distruggerà; allo stesso modo abbiamo prelevato un sasso dai binari del treno, perché noi e Terezín rimanessimo per sempre legati.

Il cimitero ebraico

Successivamente, la visita ai locali che ospitano i forni crematori del campo. In questa zona, resa sacra dalle iscrizioni bibliche che la precedono, solo silenzio e tristezza.

Il locale dei forni crematori

Al termine della giornata, la caserma Magdeburgo, altro luogo di detenzione. Quest’ultima attualmente è un museo e raccoglie gran parte degli oggetti raccolti a Terezín: disegni, quadri, spartiti musicali, testi e ricostruzioni della vita nel campo.

E’ ora di cena: ci fermiamo a mangiare piatti locali nella mensa della caserma stessa. Cala il sole, arriva il tramonto. Su Terezín scende il silenzio.

La piazza di Terezín

Le uniche voci sono le nostre: organizziamo una partita a pallone proprio nella piazza centrale, quella che agli ebrei era vietato attraversare.

Una partita nella piazza centrale del paese

Non abbiamo fretta, non dobbiamo prendere un autobus, passeremo la notte a Terezín, nella foresteria, a due passi dalla piazza. Quando rientriamo, decidiamo di passare la serata insieme, in una sala riservata a noi, giochiamo, ci conosciamo meglio; insieme è la parola chiave per allontanare l’inquietudine che la visita ha fatto nascere in noi.

Il giorno seguente, dopo la colazione, ci rechiamo a piedi alla “Piccola Fortezza”, esempio magistrale di architettura militare settecentesca, trasformata prima in carcere speciale e poi in campo di concentramento. Qui vivevano sia gli ebrei che i prigionieri che i capi dei nazisti. Ci accoglie la scritta ”Arbeit Macht Frei” sopra l’ingresso ed è un susseguirsi di celle, camerate, luoghi per le esecuzioni posizionati a fianco del cinema e della piscina per lo svago delle SS.

L’ingresso al campo della Piccola Fortezza

Dal campo siamo usciti tutti  colpiti e sgomenti, dopo aver visto e toccato con mano il luogo in cui sono morte migliaia di uomini, donne e bambini.

Una zona della Piccola Fortezza

Per concludere la nostra esperienza ci siamo recati in visita al museo che raccoglie le testimonianze e la Memoria dei bambini e dei ragazzi di Terezín. In questo edificio è presente una stanza in cui, su ogni parete, sono incisi i nomi dei ragazzi morti o passati a Terezín e Matteo Corradini ci ha chiesto di collocare in ordine alfabetico il nostro nome su di una parete e di adottare i nomi accanto al nostro, serbandoli nel ricordo. E’ stato molto emozionante e angosciante perché ci siamo accorti che alcuni bambini erano davvero piccolissimi al momento della loro morte. Dei 150.000 ragazzi passati a Terezín, al termine della guerra, neanche 150 erano sopravvissuti.

Alcuni dei nomi dei ragazzi di Terezín

Nella mostra allestita in questo edificio, abbiamo ritrovato il disegno della farfalla che ha guidato le nostre riflessioni e rielaborazioni sulla Shoah. Ci aveva colpito soprattutto l’immagine contenuta in una poesia di un bambino che scriveva che le farfalle non volano nel ghetto, a simboleggiare la disperazione e la solitudine.

Disegno di un bambino di Terezín : la farfalla gialla

In una stanza dello stabile, inoltre, si trovavano clandestinamente i ragazzi di “Vedem”, il giornale che veniva scritto come forma di resistenza all’orrore del campo, a rischio della vita. Erano guidati da un quattordicenne di Praga, Petr Ginz, coraggioso e creativo, che scomparve ad Auschwitz.

Le finestre della stanza dove si trovava la redazione di “Vedem”, il giornale clandestino dei ragazzi di Terezín

Per concludere, a tutti noi è risultato molto chiaro che studiare storia sopra ad un libro è molto diverso dal viverla e toccarla con mano. Ci resteranno di Terezín il silenzio, qualche brivido, molte emozioni, gli occhi lucidi, i fiori di ippocastano, un sasso in tasca, finestre chiuse, stelle gialle, un tramonto.

Il cortile dei bambini