Caro direttore… la risposta di Raul

13 Mag

Ringrazio le mie colleghe giornaliste per la domanda.

Fin da piccolo, da quando mi è stato regalato il mio  primo triciclo, ho subito amato la velocità e il pericolo. Immaginavo di sfrecciare a tutta velocità e abbattere ogni tipo di ostacolo possibile. Con il passare degli anni, questa passione ha continuato a crescere dentro di me. A sette anni e mezzo ho ricevuto il mio primo skateboard. Ormai ero cresciuto e andavo in giro con i grandi: il nostro posto preferito era lo skate-park . Si tratta di un grande parco che si divide in due metà: nella prima metà c’è un campo da calcio, uno da basket e uno da tennis; nell’altra metà c’è una zona piena di rampe di tutte le dimensioni sia per gli skater che per i biker. In questo luogo passavo la maggior parte delle mie giornate. Io e i miei amici eravamo sempre a caccia di nuove sfide e lo skate-park era il posto perfetto. Bisogna dire anche che farsi male, in quel parco, era all’ordine del giorno. Con il passare del tempo ero diventato molto bravo. Ormai conoscevo anche  molti biker e spesso mi facevano provare le loro bici . La rampa più famosa e pericolosa di quel parco, io la chiamavo “Godzilla”, era alta più o meno tre metri ed era fatta di puro metallo di un colore verdastro arrugginito. La maggior parte di quelli che la provavano non ne uscivano illesi e quei pochi che ci riuscivano, sicuramente, non hanno più ritentato. Durante questi miei anni di svago, divertimenti e follie mi sono anche fatto male parecchie volte. Una volta, io e il mio amico Dragos ci siamo legati a vicenda con una corda e abbiamo deciso di scendere una rampa di livello medio. Mentre continuavamo a scendere io acquistai molta più velocità e lui, non riuscendo a stare a passo, cadde facendo precipitare a terra anche me. Ci siamo solo provocati un paio di graffi e un lieve mal di testa ma anche qualche bella risata. Questo è solo un piccolo assaggio di tutte le mie idee innovative e all’avanguardia in materia di giochi spericolati. Tutt’oggi coltivo questa mia piccola ma affascinante passione per il pericolo. Ma in fondo, chi ama divertirsi, deve anche mettere in conto di correre qualche rischio!

di Raul Nagy

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