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Widad Tamimi: incontro con l’autrice

15 Mag

di Benchea Rebecca, Majjati Nada e Priscilla Ramirez

23/04/2018

Il giorno 21/4/18 le classi seconde e terze si sono recate al Cinema Teatro Moderno  per incontrare Widad Tamimi, una famosa scrittrice autrice del libro “Le Rose del Vento”, che abbiamo letto nelle nostre classi.

Questo libro narra la storia della sua famiglia: suoi genitori sono di origine rispettivamente ebraica e palestinese, due popoli che oggi sono in costante stato di tensione e guerra. L’autrice ha ricostruito pazientemente le vicende che hanno preceduto la sua nascita.

Il padre scappa dalla Palestina nel ’67: parte per ritornare ma diventa profugo. La madre viene da un’altra famiglia di esuli: ebrei stavolta. Dal nord Europa la famiglia arrivò a Trieste e, dopo le leggi razziali del 1938,  scappò in Svizzera, poi a Londra e prese l’ultima nave per New York. Dopo la II Guerra Mondiale,  il nonno torna in Italia, l’unico della famiglia. La madre nasce in Italia. Il padre, dopo un’infanzia difficile e poverissima, arriva in Italia per inseguire un suo sogno: studiare medicina e diventare dottore per curare i bambini palestinesi. I genitori si incontrano a Milano e lì comincia la loro storia, coronata dalla nascita di una bambina: Widad, che significa “amore”.

L’autrice ci ha fatto riflettere sul concetto di “identità” che ha molti aspetti positivi se si riferisce alla storie, alle radici, ma che non deve essere fisso e immutabile. Infatti, se leggiamo la nostra carta di identità, ci accorgiamo che ci sono molti dati che cambiano nel tempo, come la professione o il colore dei capelli. L’identità non è immutabile, cambia perché noi cambiamo in base anche a dove siamo o con chi siamo. Anche il concetto di nazione cambia: i popoli si muovono, si intrecciano e in alcune persone convivono più culture. Dobbiamo diventare cittadini del mondo e accettarlo senza puntare all’assimilazione ma all’integrazione, valorizzando la ricchezza della diversità.

 

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Un pomeriggio alla Scuola dell’Infanzia

14 Mag

img_8692Incontro con insegnanti e alunni a proposito dei progetti sulla lettura

di Alessia Albo, Arianna Capelli, Sara Zavattarelli e Alice Quichimbo

23/04/2018

Durante un bel pomeriggio alla Scuola dell’Infanzia, abbiamo fatto alcune domande all’insegnante Lucia Chiesa e ad alcuni bambini della 2ª sezione a proposito della lettura e ad una particolare iniziativa che li ha portati ad avere una piccola biblioteca all’interno della loro scuola.

Vi proponiamo, per iniziare, l’intervista all’insegnante Lucia Chiesa.

D: Quante sono le sezioni e quanti i bambini che frequentano la Scuola dell’Infanzia?

R: Nel nostro plesso ci sono sette sezioni e ogni sezione è composta da 25 o 28 bambini , il totale è di circa 160/170 alunni.

D: Perché avete sentito l’esigenza di creare una biblioteca interna?

R: Perché pensiamo che avere una biblioteca favorirà lo sviluppo cognitivo e vogliamo trasmettere il piacere della lettura fin da piccoli.

D: Di quanti volumi dispone la vostra biblioteca e quali tipologie di libri contiene?

R: Circa 240 libri di diverse tipologie e li abbiamo catalogati in base al genere.

D: Che importanza ha la lettura per i bambini della fascia 3/6 anni?

R: Ha molta importanza, perché li aiuta a volare, sviluppa l’aspetto emotivo e li aiuta a diventare grandi.

D: Con quali particolari attività riuscite ad avvicinarli alla lettura?

R: Intanto costruiamo anche noi dei libri, in modo che facciano delle attività manuali, poi li lasciamo liberi di esplorare il libro e diamo loro dei libri tattili, specialmente ai bambini di 3 anni, in modo che li possano toccare, mentre ascoltano noi attraverso la lettura ad alta voce.

D: Quali sono i libri o le storie più amate dai bambini?

R: I maschi preferiscono certi tipi di libri, come ad esempio quelli di avventura, e le bambine preferiscono di più le fiabe e le favole, in genere però amano un po’ tutti i generi.

D: I bambini utilizzano la biblioteca solo in momenti con attività strutturate o favorite anche l’utilizzo spontaneo dei libri? Se sì, come reagiscono i bambini?

R: Nella propria classe ognuno è libero di prendere un libro, di solito non  durante la mattinata, perché si fanno altre attività; abbiamo allestito uno spazio apposito, con dei cuscini e un tappeto, per farli sentire a loro agio durante la lettura. In biblioteca invece è tutto più strutturato, perché lo spazio è molto piccolo.

D: Può spiegarci l’iniziativa “Dona un libro”?

R: “Dona un libro” ci permette di festeggiare i compleanni in modo diverso, è una festa senza dolci: il festeggiato è protagonista grazie al suo libro, che viene letto in classe, e in questo modo i genitori ci hanno aiutato a creare una bella biblioteca.

D: Il nostro Istituto ha partecipato al progetto “Io leggo perché”, iniziativa che coivolge anche la Scuola dell’Infanzia, quanti libri avete ricevuto?

R: Abbiamo ricevuto una ventina di libri dalle famiglie e ne abbiamo avuto quindi altri 20 dalle case editrici: è stata una bella iniziativa!

D: Lavorate anche voi su tematiche interculturali? E come?

R: Sì, la lettura ci permette di affrontare anche questo aspetto e aiuta i bambini che hanno difficoltà linguistiche a comprendere meglio la nostra lingua.

D: Le famiglie condividono e sostengono l’impegno della promozione della lettura?

R: Sì, infatti è merito anche loro se questa iniziativa sta andando avanti.

D: Ci può raccontare un episodio significativo che può riassumere il rapporto dei piccoli con la lettura?

R: A volte i nostri bambini, pur non sapendo leggere, sono molto divertenti, perché, seguendo le immagini, raccontano la loro storia in modo fantasioso, per cui si crea una bella condivisione tra di loro ed è bello ascoltarli.

D: Quanto tempo dedicate alla lettura?

R: Quasi una mezz’ora ogni giorno, coinvolgendo i bambini con domande e invitandoli successivamente a rielaborare graficamente ciò che hanno ascoltato, poi ci sono anche i momenti che dedichiamo proprio alla lettura in biblioteca.

Abbiamo quindi rivolto alcune domande ai piccoli “Tigrotti”, questo il simbolo della loro sezione.

D: Ti piace leggere?

R: Sì, mi piace molto leggere, il mio libro preferito è quello di Blaze; leggo molto anche perché mio papà lavora in biblioteca. A scuola, dopo aver letto i libri, facciamo dei disegni. (Giacomo)

D: A volte i tuoi genitori ti leggono qualche libro?

R: Io leggo sia a casa che a scuola. Mi piace leggere sia da sola sia con qualche amico, il mio libro preferito è quello di Babbo Natale. (Giulia)

D: A volte porti i libri a scuola?

R: A volte io porto dei libri a scuola, mi piace molto condividerli con i miei amici.(Amedeo)

D: Ti piace leggere?

R: Sì, mi piace leggere, soprattutto con gli altri (Beatrice).

D: Ti piace inventare una storia dopo aver guardato le immagini?

R: Una volta ho inventato una storia dopo aver letto un libro dove non c’erano parole (Giulia).

Grazie a tutti per la festosa accoglienza! 

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Booktrailer de “Il richiamo della foresta”

13 Mag

a cura della redazione

7/5/2018

Un gruppo di alunni di 2 A, composto da Bernini Silvia,  Ramirez Priscilla, Doel Sahibnoor e Majjati Nada, ha letto il grande classico di Jack London “Il richiamo della foresta” ed ha realizzato un booktrailer. Il libro parla della ricerca della libertà ed è consigliato a chi ama l’avventura, la natura incontaminata e gli animali!

Buona visione!

 

Recensione del libro: “La notte in cui la guerra si fermò”

18 Mar

Un calcio alla guerra: la tregua di Natale del ’14, raccontata in un convincente testo realistico

di Aurora Bozzoni e Teresa Garilli

12/03/18

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Titolo: La notte in cui la guerra si fermò

Autore: J. Riordan

Editore: Mondadori

 

Nell’ultimo anno della scuola media si affrontano le due Guerre mondiali: la Prima Guerra mondiale, detta anche guerra di posizione, e la Seconda Guerra mondiale. Oggi vorremmo fare la recensione del libro: “La notte in cui la guerra si fermò”.

Tratta della notte della Vigilia di Natale del 1914, durante la quale ci fu una tregua delle ostilità tra Inghilterra e Germania.

I protagonisti del libro sono Harry e Jack, due amici e compagni di scuola, inglesi, che amano giocare a pallone e che dopo la dichiarazione della guerra sperano che molti titolari della squadra di calcio del Portsmouth, la squadra del paese, smettano di giocare per andare al fronte: così i due amici avrebbero avuto l’opportunità di  prendere il loro posto. I due ragazzi non vedono la guerra come una cosa devastante, sia fisicamente che  mentalmente,  ma come una cosa bella e come un’opportunità. Però si devono ricredere quando, a soli 16 anni, vengono chiamati a combattere al fronte contro i tedeschi. La notte della Vigilia di Natale del 1914 è particolarmente importante, perché i due eserciti nemici (Inghilterra e Germania) fanno una tregua e si mettono a giocare a calcio.

Nel libro, in realtà, i fatti sono narrati da Jack, che racconta a suo nipote Perry quello che ha passato in trincea, perché il ragazzo entusiasta di questa storia, vuole farsi raccontare quello che è successo nella Grande Guerra. Il nonno, per far capire a Perry quanto fossero difficili quegli anni, lo porta in Francia, nel cimitero in cui è sepolto l’amico Harry.

Il libro è commovente, realistico, crudele, duro e parlando di morte diventa anche un inno alla vita e un invito a non  perdere mai di vista valori come la solidarietà, la condivisione e l’amicizia. Approfondisce quello che un’intera generazione di giovani fu costretta a mettere da parte – cioè sogni, desideri, aspirazioni – per andare a morire in una delle più grandi tragedie dell’umanità.

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Partita di calcio in occasione della tregua di Natale

 

Nuova BIBLIOTECA alla Scuola dell’Infanzia N. Sauro

18 Mar
a cura delle Insegnanti della Scuola dell’Infanzia Nazario Sauro in collaborazione con Valeria Brusamonti e Giulia Cagnani

12/03/18

Un traguardo tanto atteso è finalmente stato raggiunto dalla Scuola dell’infanzia: la realizzazione di una Biblioteca interna per tutti i suoi piccoli lettori.

Si è pensato di riqualificare un piccolo spazio e di arredarlo con espositori a parete, pouf, divanetti e morbidi tappeti colorati.

Possiamo oggi vantare di un corredo di circa 230 libri illustrati, selezionati per la fascia 3-6 anni, che coprono una sezione di tematiche molto ampia: fiabe classiche, libri per scoprire, per giocare ad imparare, libri che aiutano ad affrontare difficoltà quotidiane, libri sugli animali, sulle emozioni… Tutti sono stati catalogati per argomento e contrassegnati con un bollino diverso, rendendone così immediato e semplice l’accesso e l’organizzazione anche per i più piccoli.

Un ringraziamento  va alla generosità delle famiglie che ci hanno sostenuto, a chi continua a regalare nuovi volumi  aderendo alle diverse iniziative  promosse dalla nostra scuola come DONA UN LIBRO,  in occasione del compleanno del proprio figlio, e il progetto #IO LEGGO PERCHÉ, aperto quest’anno per la prima volta anche alla nostra Scuola dell’infanzia. È inoltre doveroso ringraziare le Associazioni LIONS CLUBS e AVIS per aver così generosamente contribuito al finanziamento del nostro progetto.

La creazione di questo nuovo spazio dedicato al libro all’interno dei nostri locali, così  colorato, accogliente e piacevole, vuole abituare il bambino ad un uso precoce dell’oggetto libro stimolando la curiosità e la gioia per la lettura. È buona abitudine, infatti, avvicinare i bambini ai libri fin dalla tenera età, poiché notevoli sono i benefici sullo sviluppo cognitivo, linguistico, emotivo e creativo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Recensione del libro: “Wonder”

11 Mar
di Nada Majjati e Priscilla Ramirez

05/02/2018

Autore: R. J. Palacio

Casa editrice: Giunti

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Dovrò frequentare la prima media…

Ma iniziamo dal principio: mi chiamo August Pullman, per gli amici Auggie, e ho 11 anni. Mi considero un bambino “normale”, ma da quando sono nato ho subito 26 operazioni che mi sono servite per: respirare, vedere e sentire. Come avrai già capito non sono proprio come gli altri, esteriormente. Io, August Pullman, dovrò frequentare per la prima volta la scuola media perché finora sono rimasto a casa a studiare con mia madre. Detta così non sembra una tragedia, ma so che tutti i bambini mi considereranno un “mostro” e cercheranno di evitarmi. Lo hanno già fatto in passato! Spero tanto di trovare qualche amico e qualche professore simpatico…

Riuscirà Auggie a superare la paura della scuola, ma sopratutto, riuscirà a fare nuove amicizie?

Questo libro ci è piaciuto molto perché ci fatto capire l’importanza di non giudicare le persone dall’apparenza. Infatti non solo Auggie dovrà cercare di integrarsi nella scuola ma anche gli altri dovranno imparare a rispettare chi è diverso da loro. Inoltre è un esempio di come sia importante tenere duro, avere coraggio e non farsi sconfiggere dalle situazioni negative. Nel libro poi ci sono tante frasi significative, molte dette dal professore Browne, insegnante di inglese, che ogni mese invita i ragazzi a riflettere su un precetto; quello di settembre, uno dei più significativi, è:  “Quando ti è data la possibilità di scegliere se avere ragione o essere gentile, scegli di essere gentile”. Concludiamo con il precetto di Auggie:

“Penso che ci dovrebbe essere una regola secondo la quale tutti nel mondo, dovrebbero avere una standing ovation almeno una volta nella loro vita”.

Recensione del libro: “Coraline”

7 Mar
di Rebecca Benchea in collaborazione di Aicha Nadif

05/02/2018

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TITOLO: Coraline

AUTORE: Neil Gaiman

CASA EDITRICE: Mondadori

Mi chiamo Coraline Jones e sono una ragazzina di 11 anni. Da poco mi sono trasferita con la mia famiglia in una nuova casa in Michigan. I miei vicini di casa sono: due attrici in pensione che si chiamano Miss Spink e Miss Forcible e Mr Bobo, un uomo che dice di essere un domatore di topi. In casa mia c’è una porta che dà su un muro di mattoni. Un giorno, quando ero finalmente da sola in casa, ho deciso di aprire quella porta e ho visto che il muro di mattoni era scomparso! Dietro quella porta ho trovato una casa identica alla mia, dove viveva una donna uguale a mia madre e un uomo uguale a mio padre, ma con due bottoni al posto degli occhi! L’altra madre mi ha proposto di rimanere per sempre in quel mondo, dove sono viziata e coccolata, però dovrei lasciarmi cucire dei bottoni al posto degli occhi. Perplessa sono tornata nell’altro mondo. Una volta tornata a casa, mi sono accorta che i miei genitori erano scomparsi. Colpa dell’altra madre? Tanti indizi inquietanti mi mettono in guardia… l’altro mondo sembra così malvagio… devo tornare e riprendermi i miei genitori…  Chi vincerà la sfida tra Coraline e l’altra madre? E riuscirà a rivedere i suoi genitori?

Questo libro ci è piaciuto perché è pieno di suspance, avventura e abbiamo ammirato molto la protagonista per il suo coraggio e la sua determinazione.

Recensione del libro ” Il cacciatore di sogni”

27 Feb
Di Giulia Gobbi e Caterina Tosca

26/02/2018

Autore: Sara Rattaro

Editore: Mondadori

Questo libro narra la storia di Luca, un ragazzino di dodici anni in vacanza a Barcellona insieme a sua mamma e suo fratello maggiore Filippo. I due fratelli litigano sempre e, a causa di ciò, Luca si frattura una mano perché Filippo lo spinge facendolo cadere alla pista di pattinaggio. Luca si ritrova subito in ospedale con una mano ingessata, con l’umore sotto i piedi e con la grande preoccupazione di non poter più realizzare il suo sogno, ossia di non poter più suonare il pianoforte, desiderio che ha fin da piccolo. A causa di ciò il volo verso Roma viene rimandato. Dopo l’intervento alla mano possono finalmente ripartire verso casa, è il 4 luglio 1984. In aeroporto, per la felicità del fratello Filippo, incontrano il calciatore Maradona. Su questo aereo, la vita di Luca cambierà ma non a causa di Maradona, tutto inizia quando uno sconosciuto signore anziano si siede accanto a lui e, vedendolo preoccupato, gli chiede il permesso di raccontargli una storia. Il racconto parla di Albert Sabin, un famoso scienziato ebreo che inventò il vaccino contro la poliomielite, una malattia incurabile fino ad allora e che procurava migliaia di morti. Ma Sabin non volle però brevettare il suo vaccino, così che tutti potessero averne una dose gratuitamente, anche i più poveri.

Chi è lo sconosciuto signore  seduto accanto a Luca e come mai decide di raccontargli proprio quella storia? Riuscirà Luca a realizzare il suo sogno e diventare pianista?

Questo libro ci ha fatto riflettere sul vero significato della parola “eroe”mettendo a confronto due personaggi famosi: Maradona e Sabin. Chi è il vero eroe? Come fare ad affrontare gli ostacoli senza arrendersi mai? A noi è piaciuto molto il fatto di avere un sogno nel cuore e di custodirlo tutta la vita senza mai abbandonarlo.

 

 

Recensione del libro: “Tobia, un millimetro e mezzo di coraggio”

18 Feb
di Sami Tafsi

12/2/2018

Autore: Timothée De Fombelle

Editore: Editori San Paolo

Tobia Lolness, un ragazzo di soli 13 anni alto circa un millimetro, vive con i suoi genitori e la sua gente su di un grande albero che funge da casa per tutti. Purtroppo, siccome il padre, inventore, ha deciso di non svelare il segreto di una macchina rivoluzionaria, deve fuggire dal suo popolo e trova rifugio, con la sua famiglia, nei rami più bassi dell’albero, quelli più inospitali. Un terribile giorno la famiglia del ragazzo viene convocata per dare loro l’ultima possibilità ma, ottenendo la stessa risposta dal padre, viene condannata a morte nella prigione più sicura dell’Albero. Solo Tobia riesce a scappare.

Riuscirà a salvare i suoi genitori? Per quanto riuscirà a tenere duro da solo?

Consiglio questo romanzo perché fa immaginare il mondo da un punto di vista diverso dal nostro, quello del piccolissimo e coraggiosissimo protagonista!

Recensione del libro: “Melody”

11 Feb
Di Panelli Elisa con Tosca Caterina

5/02/2018

Autore: Sharon M. Droper

Editore: Feltrinelli

Vi immaginate come sarebbe avere una memoria fotografica eccezionale  ed essere la persona più intelligente della scuola ma non potere esprimere le proprie capacità mentali?

Questa è la storia di  Melody, una bambina di dieci anni che non solo non può parlare ma non può camminare e nemmeno scrivere o mangiare da sola. Melody si sente scoppiare perché non può esprimere i suoi pensieri. Finché un giorno, grazie alle persone che le vogliono bene e che credono in lei nonostante le apparenze, si troverà una soluzione e finalmente, dopo undici anni, avrà anche lei una voce sua. Nonostante questo, Melody riuscirà a far capire ai suoi compagni che lei è uguale a loro o verrà esclusa lo stesso per la sua esteriore “diversità”?

“I pensieri hanno bisogno di parole. Le parole hanno bisogno di voce. Io adoro il profumo dei capelli appena lavati della mamma. Adoro sentire la barba ispida del papà, prima che si rada. Ma non ho mai potuto dirglielo”.

Questa frase è molto commovente e ti fa capire che quello che noi troviamo una cosa semplice per altri può essere un obiettivo quasi impossibile da raggiungere. Questo libro mi è piaciuto molto perché racconta, senza giri di parole ma in modo molto diretto, una storia triste e piena di coraggio dal punto di vista di chi non è in grado di fare quello che tutti fanno ma che dentro ha una grande ricchezza che, come per tutti, può uscire solo se incontriamo qualcuno che ci aiuta.