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Intervista a Gian Andrea Guerra

30 Apr

Il nostro professore – musicista ci ha raccontato di se’

a cura della classe 3 A

27/4/2017

Abbiamo intervistato il professor Guerra che lavora nella nostra classe da tre anni.

D – Quando è iniziata la sua passione per la musica?

R – La mia passione per la musica è nata all’età di 6 anni, grazie a mio zio Gino Montanari che era un violinista dell’arena di Verona ed è stato il mio primo maestro.

D – Con quale strumento ha intrapreso la sua carriera da musicista?

R – Ho iniziato con il violino, con un piccolo violino adatto ad un bambino. Ora suono tutti tipi di violino, a seconda della musica che scelgo: quello classico con le corde in acciaio, quello elettrico se suono musica moderna e contemporanea che lo richiede ma il mio preferito è quello classico con le corde in budello che uso per suonare la musica barocca.

D – Quale scuola ha frequentato?

R – Ho frequentato la scuola media associata al Conservatorio “G. Nicolini” a Piacenza. Potevo frequentare 6 ore settimanali di musica; io avevo il vantaggio di conoscere già lo strumento e quindi facevo anche parte dell’orchestra. Poi ho frequentato il liceo classico “M. Gioia” e ho proseguito con il Conservatorio.

D – Quando ha iniziato a suonare in pubblico?

R – Ho iniziato da subito, da piccolo, perché prima si inizia più si riesce a contenere la paura, l’ansia e la tensione di esibirsi su un palcoscenico. La vita di un musicista è paragonabile a quella di uno sportivo perché più ci si allena, più il nostro corpo riesce ad affrontare le tensioni. Quando ci si esibisce, infatti, si fa una prestazione molto impegnativa, bisogna tenere i nervi saldi per riuscire al meglio e questo richiede esercizio ed esperienza.

D – Con quali artisti di successo ha collaborato?

R – L’artista con cui ho lavorato che prediligo è Sergio Azzolini, che suona il fagotto. Provate ad ascoltarlo, è un artista straordinario, considerato anche lo strumento particolare che suona. Inoltre ho suonato nei dischi di Luciano Ligabue, Eros Ramazzotti, Negramaro, Roberto Vecchioni, i Muse. Un altro artista che mi ha molto coinvolto è Serj Tankian, armeno, con il suo gruppo “System of a down”. Ho accompagnato un suo tour nel quale affiancava la musica classica della mia orchestra alla musica hard rock: un mix esaltante!

D – Qual è il suo genere preferito?

R – Mi piace molto il periodo barocco, i miei artisti preferiti sono Vivaldi e Bach.

D – Momentaneamente sta lavorando a qualche progetto?

R – Sì, sto lavorando ad uno spettacolo di musica e immagini basato sulle colonne sonore di  Joe Hisaishi, il Morricone giapponese e sulle immagini dei film del premio Oscar Hayao Myazaki che lo ha scelto come autore delle sue colonne sonore

D – Quando ha iniziato a lavorare come professore?

R – I miei genitori sono stati insegnanti entrambi, era quasi naturale che io finissi ad insegnare! Comunque ho iniziato dieci anni fa, prima al liceo per poi lavorare con i ragazzi delle medie.

D – Se potesse scegliere tra musicista o insegnante, cosa sceglierebbe di fare?

R – L’ideale sarebbe fare il professore di musica al conservatorio perché la musica non è trattata molto bene nella scuola italiana: poche ore, poco presente nelle superiori, poche possibilità di aggiornamento

D – Vuole dirci qualcosa per concludere?

R – Ascoltate e fate musica perché la musica aiuta ad unire le persone: è un linguaggio comune a tutto il mondo. Poi cercate sempre di essere curiosi, di non fermarvi alle apparenze, di andare in profondità: solo così si vive veramente!

Le classi terze presentano il loro cortometraggio

27 Apr

Nell’ambito del progetto “Didattica della Memoria” è stato realizzato il corto “Il sogno di Gene”

a cura della redazione

26/4/2017

Tra storia, attualità e genetica, i ragazzi dell’istituto hanno prodotto, sotto la guida del regista Andrea Canepari, un cortometraggio utilizzando la tecnica dello stop motion.

Mercoledì 3 maggio verrà presentato al pubblico presso il Cinema Teatro Moderno: alle ore 11 per i ragazzi e alle ore 21 per famiglie e cittadinanza.

Buona Pasqua!

11 Apr

Auguri dalla nostra redazione!

11/4/2017

 

 

 

 

 

 

 

 

Buone vacanze!

8 Giu

Dopo un anno intenso e ricco di soddisfazioni, la redazione vi saluta e augura buon esame ai compagni di terza!

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Auguri!

22 Mar

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Orientamento per le classi terze

18 Feb

In previsione di un’importante scelta, incontri, riflessioni e visite

di: Muselli Sara e Passerini Camilla

02/02/2016

Come ogni anno, una volta arrivati al traguardo della terza media, i ragazzi e le ragazze devono prendere una decisione molto importante: che scuola superiore frequentare. E’ un momento importante: presuppone la conoscenza di se stessi e dell’offerta scolastica del territorio.

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Logo del polo Volta della Valtidone

Molti ragazzi frequenteranno gli Istituti che fanno parte del Polo Volta della Val Tidone. Questo per la qualità dell’insegnamento, i piani di studi, la vicinanza della scuola locale.

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Polo Volta, ingresso dei Licei a Castel San Giovanni

Questo polo comprende diversi indirizzi per quanto riguarda i licei: Linguistico, Scientifico tradizionale, Liceo delle scienze applicate e Liceo delle scienze umane. Inoltre ne fanno parte anche altri istituti: ITE (Istituto Tecnico Economico), ITT (Istituto Tecnico Tecnologico) a Borgonovo e l’Istituto professionale per i servizi commerciali “A. Casali” di Castel San Giovanni.

Chiediamo a due giornaliste che hanno scelto di proseguire le scuole in questo Polo, Sara Muselli e Camilla Passerini di raccontarci il perché della loro decisione.

D- Cosa hai scelto, Camilla?

R- Ho scelto il liceo linguistico a Castel San Giovanni.

D- Perché?

R- Per il semplice motivo che il mio desiderio è girare il mondo e credo che sapere le lingue sia la base per raggiungerlo. Anche perché la scuola è nella mia città, quindi, per me è molto comodo.

D- Quali lingue studierai?

R- Ho deciso di studiare, come lingue straniere, l’inglese, il tedesco e lo spagnolo.

Passiamo a intervistare Sara.

D- Cosa hai scelto, Sara?

R- Ho scelto il liceo delle scienze applicate.

D- Perché?

R- Perché, da qualche anno, ho un debole per chimica e fisica e mi piacerebbe fare la scienziata o per lo meno approfondire le scienze in generale. Come ha scritto Camilla, la scelta è anche dovuta al fatto che è vicina a casa e questo mi permette di non tornare a casa tardi, il pomeriggio.  Un altro elemento che ha guidato la scelta è anche l’ambiente in generale; quando sono andata a fare lo stage al Volta mi sono trovata benissimo.

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Concludendo, auguriamo a tutti i ragazzi di terza una scelta serena e positiva e, soprattutto, un buon esame!

Intervista a Raul, il nostro ex direttore

13 Apr

La redazione accoglie i compagni passati alle superiori

di Imane Ait Yahia

13/4/2015

Oggi con noi è presente il nostro ex-direttore Raul Nagy. Da settembre frequenta il Liceo Artistico “Cassinari” di Piacenza. Abbiamo colto l’occasione per chiedergli come va e come si trova nella nuova scuola.

 Redazione – Dicci qualcosa della scuola che hai deciso di frequentare

Raul – Ho deciso di frequentare il liceo artistico perché già da piccolo ho iniziato a provare un certo interesse per le attività manuali e artistiche. Questo liceo mi è sembrato adatto alle mie capacità, anche se non è stata una decisione facile: io e la mia famiglia abbiamo riflettuto a lungo insieme ai miei insegnanti. Poi la passione ha avuto la meglio.

Redazione – Come ti trovi con i nuovi compagni?

Io e la mia classe siamo molto uniti, abbiamo creato un rapporto di amicizia molto forte anche se inizialmente eravamo molto riservati.

Redazione – Hai ancora la passione per i graffiti?

Sì, ho conosciuto anche molti ragazzi che condividono la mia stessa passione. Abbiamo stili diversi e questo ci lega molto. Spesso ci confrontiamo a vicenda e anche i professori sostengono questo nostro modo di esprimere la nostra fantasia e creatività. Questo è un altro aspetto che posso apprezzare della mia scuola.

Redazione – Ti manca la nostra redazione?

Ovviamente, anche il legame familiare che si era creato tra noi giornalisti!

Redazione – Grazie, ti aspettiamo per avere nuovi consigli sul lato artistico dei nostri articoli! 

Questo è il nostro ex-direttore con una curiosa espressione:

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Dietro a questa faccia però, si nasconde un grande artista.

Vi proponiamo alcuni suoi disegni:

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Un vero talento, che ne dite?

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Buona Pasqua!

1 Apr

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I giovani si interrogano: riflessioni sul futuro

22 Mar

Tre ragazzi della 2^D a confronto sui loro progetti di vita

di Alessia Pisani, Camilla Passerini e Manuel Mema

22/03/15

Oggi la maggioranza dei giovani italiani tende a privilegiare una dimensione dell’esistenza basata sul presente e caratterizzata da relazioni brevi ed immediate ed esprime una certa difficoltà a prefigurare i propri percorsi futuri. Tre ragazzi della classe 2^D hanno provato a confrontarsi con questa tematica così attuale e a superare la frammentarietà delle proprie esperienze quotidiane, per leggere in modo unitario la propria storia.

redazione: Come vi immaginate tra vent’anni?

ragazzi: Tra vent’anni saremo sicuramente più maturi rispetto ad oggi, avremo priorità diverse, vedremo le cose secondo un’altra prospettiva, ma speriamo che le nostre aspettative e i nostri sogni trovino una strada per concretizzarsi.

Camilla: Io immagino il mio futuro pieno di opportunità, con un lavoro possibilmente rispondente alle mie inclinazioni. Mi piacerebbe diventare medico, anche se sono ancora indecisa sul ramo in cui specializzarmi.

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Alessia: Io immagino il mio futuro pieno di nuove persone e di soddisfazioni personali. Vorrei fare la tennista, sport che amo e che pratico da tempo.

Manuel: Io immagino il mio futuro come giocatore di basket, seguendo lo stile di Michael Jordan. Sogno di essere selezionato dai Chicago Bulls!

redazione: Vivrete ancora qui a Castel San Giovanni?

Manuel: Io non vorrei vivere a Castel San Giovanni, ma trasferirmi in America, tempio del basket, andrei con la mia famiglia.

Alessia: Io non vorrei restare a Castel San Giovanni, ma vivere a Miami con la mia famiglia, per dedicarmi al tennis, e prendere una villetta dove stare tutti insieme.

Camilla: Io invece non vorrei vivere a Castel San Giovanni, ma comunque in un posto vicino alla mia famiglia ed essere indipendente.

redazione: Perché avete in mente di lasciare l’Italia?

Alessia: Io vorrei lasciare l’Italia, prima di tutto perché è in crisi e poi perché mi piace molto l’estero e vorrei visitare nuovi paesi.

Camilla: Io non vorrei lasciare l’Italia definitivamente, ma mi piacerebbe comunque viaggiare, perché mi affascinano molto le culture europee e pian piano vorrei scoprirle tutte, facendo anche esperienze di studio e lavorative interessanti.

Manuel: Io  vorrei lasciare l’Italia, perché vorrei andare in America, per giocare con le squadre americane e vedere le città americane famose.

redazione: Avete già in mente il percorso di studi che vi permetterà di realizzare i vostri progetti?

Camilla: Io avrei in mente di iniziare con il liceo linguistico, proseguendo con l’Università di Medicina a Pavia, contesto in cui magari trascorrere un semestre di studi all’estero.

Alessia: Io vorrei fare il liceo sportivo a Piacenza, perché mi piace tantissimo fare educazione fisica e poi mi piacerebbe fare l’università, anche se non so ancora quale.

Manuel: Io vorrei fare l’Itis di Piacenza, perché mi piace meccanica e allo stesso tempo coltivare le mie passioni sportive.

Tracciare questo cammino significa costruire con fiducia la propria identità, vincendo le paure e le ansie, che spesso si accompagnano alla parola futuro. È l’augurio che la nostra redazione fa ad ogni adolescente di oggi!

 

Intervista al nostro caro “vecchio” direttore Marco Terni

2 Mar

 In redazione, il direttore dell’anno scolastico passato

di Ianaro Wiktoria, Nani Camilla,  Dagradi Sofia

02/03/2015

Oggi in  redazione  è venuto a trovarci il nostro “vecchio” direttore e abbiamo deciso di fargli un intervista.

Ha iniziato col presentarsi ai nuovi membri della redazione: frequenta il Liceo Scientifico “A. Volta” di Castel San Giovanni ed ha molta nostalgia della sua attività giornalistica. In seguito si è prestato a rispondere alle nostre domande.

redazione: L’anno scorso eri direttore, che consigli puoi dare ai nuovi direttori?

Marco:  Ragionare sempre con la propria testa; in ogni articolo, quando si tratta di affrontare un problema, bisogna essere oggettivi nel descrivere la realtà e riflettere mettendo qualcosa delle proprie idee e opinioni, cercare di personalizzare quello che si scrive e di essere critici.

redazione:  Quale motivo ti aveva spinto a partecipare all’attività di giornalismo?

Marco: La prof.  Antoniotti mi aveva spinto a provare una nuova attività perchè riteneva che avessi qualcosa da esprimere.

redazione: Che scuola frequenti ora? In essa sono presenti attività come queste?

Marco: Frequento il Liceo Scientifico “A. Volta” di Castel San Giovanni. Ci sono attività di giornalismo ma, per ora, non ne faccio parte per motivi di tempo. Però mi sto organizzando.

redazione: Coltivi questa passione per lo scrivere ogni giorno, durante la settimana o solo se ci sono occasioni precise?

Marco: Durante la settimana non scrivo se non a scuola; piuttosto mi piace leggere articoli, soprattutto sportivi di giornalisti famosi o guardare reportage fotografici di alcuni fotografi. Ultimamente mi sto appassionando al mondo della fotografia.

redazione: Hai altre passioni oltre a questa? Quali? Come le coltivi?

Marco: Come ho detto prima mi piace guardare e scattare foto e fare sport. C’è poi un mondo che mi ha sempre affascinato molto: quello dei motori specialmente le due ruote.

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Marco in visita alla redazione

redazione: Cosa consiglieresti ai compagni che stanno per cambiare scuola e approdare alle superiori?

Marco: Io ero abbastanza indeciso, ho scelto una scuola che prevedesse materie che mi appassionavano. Le basi ci vogliono ma con buona volontà si riescono a superare le difficoltà iniziali. Per esempio, ho molto apprezzato il metodo scientifico – laboratoriale della mia nuova scuola che dà un senso diverso e profondo al mondo delle scienze. Sono soddisfatto della scelta fatta. Quando si decide che scuola si frequenterà, di solito si tengono in considerazione vari fattori: la comodità, le idee degli amici, le inclinazioni. Credo che ascoltare le proprie passioni sia il criterio da seguire.

Grazie, direttore, la redazione ti augura buon lavoro e ti aspetta presto!