In Norvegia con il progetto Erasmus+ “Journeys for peace”

13 Mag

di Benedetta Pallaroni e Aicha Nadif

7/05/2018

Dal 22 al 26 novembre, si è svolto, nell’ambito del progetto “Journeys for peace”, il primo viaggio di scambio culturale tra i professori delle nazioni partecipanti al progetto: Italia, Norvegia, Bulgaria, Germania e Spagna. Il ritrovo era ad Oslo, in Norvegia. Per l’Italia hanno partecipato due Istituti: il nostro e l’Istituto “Volta” di Castel San Giovanni. L’obiettivo era progettare i viaggi dei ragazzi nelle varie nazioni per gli anni 20018 e 2019. Intervistiamo la prof.ssa Antoniotti.

D: Qual’era la vostra destinazione, con precisione?

R: Siamo volati ad Oslo, dove abbiamo alloggiato. La scuola partner del progetto si trova nel comune di Oppegård, affacciato al fiordo di Oslo. Si tratta della scuola Ingieråsen, una scuola situata nel Kolbotn Center, che è stata costruita nel 1959 e ha oggi circa 350 studenti, dell’età che corrisponde alle nostre medie.

D: Com’era la scuola che vi ha ospitato?

La scuola Ingieråsen

R: Un aspetto che mi ha colpito, inizialmente, è che la scuola ha grandi spazi comuni, a cui gli studenti accedono liberamente negli intervalli tra le varie lezioni: un salone centrale, un’ampia palestra, spazi esterni e cortili.

Il salone centrale della scuola

Non esistono campanelle: ogni ragazzo gestisce il suo tempo rispettando le regole condivise. Questo mi ha fatto riflettere sull’importanza di responsabilizzare gli alunni perché imparino ad essere autonomi.

Un’aula scolastica

Le aule non sono molto diverse dalle nostre: LIM, lavagne tradizionali, PC; nel complesso sono numericamente meno affollate. Sono presenti laboratori di musica e falegnameria, sale per lo studio individuale o di gruppo, la biblioteca e la mensa. Riguardo quest’ultima, ci è stato spiegato che alcuni ragazzi più grandi si impegnano a preparare i pasti per i compagni più giovani.

D: Chi ha partecipato all’incontro?

R: Oltre a me e alla prof.ssa Ceruti, abbiamo viaggiato con tre colleghi dell’istituto “Volta” e abbiamo incontrato professori delle nazioni coinvolte. Oltre a conoscerci e a prendere visione della scuola ospitante, abbiamo analizzato il progetto nel suo complesso, deciso i programmi di massima riguardo gli scambi futuri, elaborato aspetti importanti come ad esempio le modalità di valutazione degli interventi e di diffusione dei risultati attraverso la piattaforma E-Twinning ed un sito appositamente creato.

I partecipanti allo scambio

D: Passiamo ad aspetti più pratici: avete assaggiato qualche piatto tipico?

R: C’è abbondanza di piatti di pesce, salmone e aringhe. Uno dei cibi più insoliti è stato un prosciutto di pecora. Abbiamo assaggiato un buonissimo piatto a base di agnello, prugne e pancetta, tipico del periodo invernale e del Natale.

Alcuni cibi tipici

D: Com’è la città di Oslo?

R: Abbiamo avuto occasione di visitare la città in un periodo particolare, quello che precede il Natale e quindi c’erano addobbi e un bellissimo mercatino tradizionale.

Una via centrale di Oslo

La città si apre attorno al porto, che sin dall’antichità ha determinato la storia del popolo scandinavo.

Il porto di Oslo

Sul porto si specchia una modernissima Opera House, di vetro e acciaio.

Il teatro dell’Opera

Quello che più mi ha colpito e interessato, della città, è il museo delle navi vichinghe, che ospita due meravigliose navi di legno sopravvissute per secoli perché utilizzate come tombe per personaggi importanti e sotterrate nelle vicinanze di Oslo. Insieme alle navi, sono in esposizione interessantissimi reperti che costituivano il corredo funebre.

Museo delle navi vichinghe

Un’ultima curiosità: il famoso autore Edvard Munch era norvegese ed è morto ad Oslo nel 1944. Qui sono conservate quasi tutte le sue opere, tra cui il famoso “Urlo”.

La sala della Galleria Nazionale di Oslo che ospita “l’Urlo”

Annunci

Booktrailer de “Il richiamo della foresta”

13 Mag

a cura della redazione

7/5/2018

Un gruppo di alunni di 2 A, composto da Bernini Silvia,  Ramirez Priscilla, Doel Sahibnoor e Majjati Nada, ha letto il grande classico di Jack London “Il richiamo della foresta” ed ha realizzato un booktrailer. Il libro parla della ricerca della libertà ed è consigliato a chi ama l’avventura, la natura incontaminata e gli animali!

Buona visione!

 

“Storie in musica”

13 Mag

Il gruppo musicale PMB in concerto per la giornata della Memoria e Intercultura “Storie a colori”

Di Brusamonti Valeria e Capelli Arianna

07/05/2018

Durante la giornata del 4 maggio, presso il Cinema Teatro Moderno, si è svolto un concerto del gruppo musicale PMB.

In precedenza, durante il pomeriggio, la Giornata della Memoria e dell’Intercultura aveva previsto la visione di un video realizzato dai ragazzi di terza con il regista Andrea Canepari “Storie a colori”, nel quale sono raccontate storie di famiglie straniere e riflessioni sull’identità italiana e successivamente l’inaugurazione di un murales realizzato presso la nostra scuola “G. Mazzini”.

Il concerto ha preso avvio con la seguente poesia di Derek Walcott:

AMORE DOPO AMORE

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,

e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,

le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.

Durante l’esibizione sono state lette varie poesie sul tema del viaggio, dell’accoglienza, del sogno.

La scaletta di questo concerto contiene brani di diverso genere e differente epoca:

SI PUO’ FARE, di Angelo Branduardi, che ricorda che nulla è impossibile, se lo si vuole veramente

ALFABETO, una simpatica canzone sulle lettere dell’alfabeto, una ninna nanna che accompagna nel mondo dei sogni

L’ISOLA CHE NON C’E’, di Edoardo Bennato, che fa riflettere sull’importanza di seguire i propri ideali e i sogni anche contro corrente

DONKEY FLY, tratta dalla colonna sonora del film “In guerra per amore”, dice che ognuno di noi può cambiare la direzione del vento, se lo vuole

CERF VOLANT, tratta dalla colonna sonora del film “Les Choristes”, ha come protagonista un aquilone che intraprende un viaggio ma è sicuro di ritornare

HEI MA’, una canzone di Gino Paoli che parla di un bambino che chiede alla madre le ragioni per cui siamo tutti diversi

THE STORY, canzone di Daniel Storm che parla di una storia difficile e del desiderio di riscatto

IL CAMMELLO E IL DROMEDARIO, una canzone del Quartetto Cetra che racconta in modo divertente la diversità: un dromedario che vuole convincere il cammello a vendergli una delle sue gobbe, ma il cammello pur essendo bisognevole rifiuta l’offerta

LA ZUPPA DI SASSO, che parla della fratellanza con una ricetta nella quale ognuno mette il proprio ingrediente

AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA, una canzone sulla condivisione e sull’amicizia

Il concerto è stato un vero successo, complimenti al Gruppo Musicale PMB e alla direttrice, la professoressa Egivi!

 

Sofie Reed approda a Castel San Giovanni!

13 Mag

di Panelli Elisa, Rizzi Elisa, Piva Emma e Nadif Aicha

07/05/2018

Sabato 21 aprile alle ore 21.00 al teatro Verdi si è tenuto il concerto della cantante Sofie Reed. Sofie è un’artista nata in Svezia e trasferitasi 31 anni fa in America, dove ha intrapreso la carriera di cantante e musicista di musica Folk. Il concerto si è aperto con l’esibizione della band “Betty Blue”. Verso le 23.00 sul palco ha finalmente fatto il suo ingresso Sofie Reed. Subito ha iniziato a cantare e a suonare uno strumento musicale a corde pizzicate di nome Dulcimer.

sofie reed.

Sofie Reed al teatro Verdi

Dopo aver suonato qualche suo brano, Sofie ha chiamato alcuni ragazzi sul palco. Alcuni di loro si erano precedentemente preparati a cantare alcune canzoni al pomeriggio, facendo dei laboratori di canto insieme a Sofie. Ma la vera sorpresa è stata che l’artista ha deciso di chiamare tutti i ragazzi presenti nella sala a cantare sul palco, anche chi non aveva partecipato ai laboratori!

Sul palco i ragazzi hanno eseguito “Sweet home Chicago” e hanno fatto i cori mentre Sofie cantava:  si sono divertiti moltissimo!

Durante il concerto, alcuni ragazzi hanno potuto intervistare la cantante, la quale ha risposto con molto entusiasmo!

Queste alcune delle domande a cui ha risposto Sofie:

D: Sappiamo che non è la prima volta che vieni qui. Come mai hai scelto di tornare a Castel San Giovanni?

R: Ho scelto di tornare perché a Castel San Giovanni ho conosciuto delle persone molto gentili e disponibili!

D: Perché hai deciso di diventare una musicista?

R: Ho deciso di intraprendere questa carriera perché nella musica ho sempre trovato conforto anche nei momenti più difficili e perché in questo modo avevo la possibilità di esprimere le mie emozioni.

Ma il fatto che ha davvero sorpreso tutti è che lei è una “One Woman Band” ovvero un “gruppo” di cui lei è l’unica componente e quindi suona diversi strumenti alla volta per accompagnare il canto. Per esempio mentre suona l’armonica, tiene il tempo con il piede percuotendo una cassa e contemporaneamente suona il Dulcimer. Da veri professionisti!

I ragazzi si sono divertiti moltissimo e sperano di poter partecipare nuovamente ad un concerto così emozionante e coinvolgente!

 

 

“Storie a colori” la giornata della Memoria e dell’Intercultura del nostro Istituto

1 Mag

Si avvicina l’appuntamento annuale dell’Istituto “Casaroli”

28/4/2018

Il 4 maggio sarà una giornata impegnativa per il nostro istituto: ogni ordine di scuola darà il suo contributo per la realizzazione della giornata della Memoria e dell’Intercultura. La mattina ci sarà una festa “Una zuppa di sasso”, in piazza XX Settembre, a cui parteciperanno tutti e tre gli ordini di scuola, promossa dal Gruppo di Lavoro sulla Lettura e sostenuta dal Gruppo di Lavoro sull’Intercultura. Si potrà visionare una mostra dei lavori dei bambini e ragazzi, ci saranno canti e letture. Pomeriggio e sera vedranno la proiezione al Cinema Moderno del video “Storie a colori” realizzato dalle classi terze della scuola secondaria guidate dal regista Andrea Canepari, l’inaugurazione del murales dipinto presso la scuola secondaria con l’aiuto dell’artista Ivan Tosi, il concerto del Gruppo Musicale PMB.

Vi aspettiamo!

 

 

Gruppo sportivo d’istituto

29 Apr
di Alessia Albo, Arianna Capelli, Alice Quichimbo, Giorgia Dominici e Asia Tumminello

19/02/2018

All’interno dell’istituto ci sono vari gruppi, tra cui il gruppo sportivo. Questo gruppo è composto da tre squadre: quella di atletica, di pallavolo e di basket. Ve le presentiamo con brevi interviste ai prof. che le guidano: Pierluigi Manfredi, Paolo Beghi e Andrea Rossi.

PALLAVOLO

Il gruppo di pallavolo è composto da circa 24 ragazzi. Dirige il gruppo il prof. Paolo Beghi. Allena i ragazzi una volta alla settimana per un’ ora, potenziando le capacità sportive. Gli abbiamo rivolto alcune domande.

D. Da quanto tempo allena la squadra sportiva?

R. Dal 17 gennaio 2018

D. Le piace insegnare?

R. Sì, molto, soprattutto per il rapporto che si crea con gli alunni.

D. Cosa le ha fatto decidere di diventare professore di motoria?

R. Sono nato in ambiente sportivo, dove si prediligeva la gestione di impianti sportivi. All’età di 6 anni praticavo calcio, tennis ed equitazione e a 16 anni sono diventato istruttore di centri estivi.

D. Da quanto tempo insegna motoria?

R. Da due anni con cattedra completa e da sette con supplenze.

D. È contento della sua squadra?

R. Sì, perché i componenti si impegnano molto.

BASKET

Il gruppo di basket è composto da circa 12 ragazzi. Sono allenati dal prof. Pierluigi Manfredi una volta alla settimana per un’ ora, con l’obiettivo di migliorare particolarmente i riflessi. Abbiamo realizzato anche in questo caso una breve intervista.

D. Da quanto insegna?

R. Dal 2001.

D. Si impegnano i ragazzi?

R. Sì, sono molto bravi.

D. Quando si svolgono gli allenamenti?

R. Il giovedì pomeriggio.

D. Da quanti alunni è composta la squadra?

R. Da 18 alunni di prima e da 23 di seconda e terza.

ATLETICA

Gli allenamenti non sono ancora iniziati, ma abbiamo comunque qualche informazione ricavata dal prof. Andrea Rossi, a cui abbiamo posto alcune domande.

D. Quando inizieranno gli allenamenti?

R. Prima delle gare provinciali di atletica leggera, quindi nel mese di Aprile.

D. Dove vi allenerete?

R.Nella pista di atletica del campo Soressi.

D. Cosa si aspetta dalla squadra?

R. Che ognuno scelga la specialità che gli riesce meglio.

D. Da quanto tempo insegna motoria?

R. Dal 1988.

Grazie a tutti e tre per la gentile collaborazione!

I miti della 1^B

29 Apr
di Stefano Ratti e Davide Bergonzi

23/04/2018

Nel mese di novembre 2017 la classe 1^B, dopo un percorso di conoscenza, lettura e comprensione dei miti, si è concentrata sulla creazione originale di miti sui fenomeni naturali, sulla nascita e sulla creazione dell’universo e sull’eziologia. Gli alunni sono stati divisi in gruppi da 4 persone e hanno realizzato i loro testi, accompagnati da cartelloni disegnati e colorati, nei quali erano raffigurate le scene principali di ogni racconto. Essendo stato un egregio lavoro, culminato con la presentazione orale in classe, abbiamo deciso di pubblicare la nostra versione. Buona visione!

Erasmus+: una settimana multiculturale per gli Istituti “Volta” e “Casaroli” di Castel San Giovanni

25 Apr

Il progetto “Journeys for Peace” fa tappa in Italia

Di Anna Bisotti, Martina Fonso con la collaborazione della redazione

23/4/2018

Dal 15 al 22 aprile, una ventina di studenti accompagnati dai loro insegnanti e provenienti da Spagna, Bulgaria, Norvegia e Germania hanno trascorso, grazie al progetto ERASMUS+ “Journeys for Peace”, una settimana in Italia. Si tratta del secondo scambio, il primo è avvenuto in Germania, a Wolfen, nel mese di febbraio 2018.

Gli studenti sono stati ospitati dalle famiglie degli alunni del Liceo “A. Volta” e della scuola media “Casaroli” di Castel San Giovanni. La settimana di scambio è stata ricca di appuntamenti, attività, visite e iniziative. I ragazzi stranieri sono arrivati in Italia domenica e subito hanno conosciuto le famiglie che li avrebbero ospitati. L’esperienza dell’accoglienza e dell’ospitalità è stata impegnativa ma molto interessante e divertente: in poco tempo tutti si sono trovati a proprio agio, nonostante le differenze culturali e linguistiche.

Lunedì gli studenti con i loro ospiti si sono recati al Liceo “A. Volta” per l’apertura dei lavori. Per partire sono state proposte delle attività finalizzate alla conoscenza reciproca.

La fase di accoglienza

Anche durante il pomeriggio sono stati proposti giochi e un torneo a squadre che è stato disputato a Borgonovo, nella palestra dell’Istituto Tecnico “A. Volta”.  Martedì si è svolta un’attività centrale per il progetto: l’estrazione del DNA mitocondriale dal gruppo degli studenti, italiani e stranieri a cura della dottoressa Anna Olivieri, genetista dell’Università di Pavia.

L’incontro con la dott.ssa Anna Olivieri, genetista

Lo studio del DNA che è stato fatto è finalizzato ad individuare la provenienza storica dei diversi ceppi genetici che rivelano l’origine di ogni essere umano: la genetica ha dimostrato già da tempo che non esistono razze umane, ora ci dimostra che le differenze profonde tra ogni essere umano sono spesso minime o inaspettate.

I ragazzi impegnati nell’estrazione del DNA

Potremmo avere più elementi genetici in comune con una persona dall’altro capo del mondo che con il nostro vicino di casa! Questo rivela la bellezza dell’essere così diversi ma insieme così uguali! Tra un esperimento e l’altro non sono mancate le visite alle bellezze del nostro paese: la Chiesa di S. Giovanni Battista e la Villa Braghieri. Mercoledì è stata la volta di un divertente laboratorio teatrale con il gruppo Manicomix e, il pomeriggio, di una visita alla città di

Visita a Piacenza: Piazza Cavalli

Piacenza con salita alla cupola di Santa Maria di Campagna per ammirare gli affreschi di Pordenone: uno spettacolo!

Visita a S. Maria di Campagna

Il giovedì è stato dedicato alla visita a Milano, molto gradita dagli italiani e soprattutto dagli stranieri, complice anche il bel tempo che ha accompagnato tutti i giorni dello scambio; abbiamo cominciato a vedere le carnagioni chiarissime dei compagni norvegesi colorarsi di un rosa pallido! Venerdì i ragazzi hanno incontrato Rita Casalini, operatrice della Caritas e Matteo Corradini, ebraista e scrittore, curatore dell’edizione italiana de “Il diario” di Anne Frank. Entrambi hanno lavorato sulle tematiche dell’intercultura, ognuno con il suo taglio specifico. Durante il pomeriggio, visita al bellissimo borgo di Castell’Arquato. In serata, le scuole presenti hanno allestito presso il salone dell’Oratorio del paese degli stand con materiali prodotti per il progetto,

La postazione dell’Istituto “Casaroli”

I lavori dei compagni bulgari

attraverso i quali hanno illustrato le riflessioni dei ragazzi e i risultati di questionari somministrati presso le loro scuole sulla tematica dell’immigrazione.

Particolarmente apprezzato il percorso proposto dall’Istituto “Volta” che proponeva diversi step per ottenere un “passaporto” del progetto: individuando parole chiave, simboli e visionando un video che proponeva storie di rifugiati.

Lo stand dell’Istituto “Volta”

Sabato mattina, a conclusione del progetto, l’incontro con Widad Tamimi, scrittrice di libri famosi tra cui “Le rose del vento”, che molti di noi hanno letto e testimone del processo interculturale in atto nella nostra società: la madre infatti era di antica famiglia ebrea e il padre è palestinese. “Widad” significa “amore” ed è il bellissimo frutto che deriva dai destini incrociati delle sue famiglie di origine, un messaggio di incontro e tolleranza.

La scrittrice Widad Tamimi

Dopo i saluti finali, si è conclusa la settimana Erasmus+, ognuno è rientrato al proprio paese più ricco e soddisfatto. Il nuovo appuntamento è a ottobre 2018 in Bulgaria!

 

 

Le classi prime incontrano i Carabinieri

23 Apr

Di Bassanini Riccardo, Camilla Fanzini, Alice Gatti

Il giorno 12 aprile, le classi prime si sono recate presso l’aula magna della Scuola primaria “Tina Pesaro” per un incontro con il maresciallo Colantoni e il capitano Bezzeccheri dell’arma dei Carabinieri della provincia di Piacenza.

Il capitano ha iniziato l’incontro con la descrizione dell’arma dei Carabinieri, infatti nel nostro paese esistono 4 forze armate: la Marina, l’Aeronautica, l’Esercito e i Carabinieri. Per garantire la sicurezza ai cittadini, i Carabinieri lavorano 24 ore su 24 , fanno attività di prevenzione contro furti, rapine e reati e rispondono a denunce dei cittadini che hanno chiamato il 112. Il maresciallo e il capitano hanno ripetuto più volte che bisogna sempre chiamare il numero di emergenza 112, sempre attivo, perché le informazioni che i cittadini danno sono fondamentali per le loro indagini. Hanno insegnato ai ragazzi la cultura della legalità che è quella che insegna ad  aiutare il prossimo, anche attraverso segnalazioni che non riguardano strettamente la nostra persona. Infatti i Carabinieri hanno precisato più volte che bisogna chiamare il numero 842620, che è quello della stazione di  Castel San Giovanni anche per segnalare  i minimi sospetti.

I Carabinieri  sono diffusi  su tutto il territorio italiano, le loro sedi sono più di 500 e rappresentano lo Stato sul territorio. L’organizzazione  dei Carabinieri è vastissima e ha numerosi reparti nei diversi settori della vita civile. Il maresciallo ci ha anche messo in guardia riguardo l’uso dei social network: non bisogna dare confidenza perché i nostri interlocutori potrebbero avere false identità e dall’altra parte dello schermo si potrebbe trovare un adulto che vuole rubarci delle informazioni personali. Non bisogna per nessun motivo dare informazioni private o personali perché potrebbero essere usate contro di noi, bisogna stare attenti anche  a non farsi rubare la foto profilo perché c’è chi potrebbe fingersi un tuo amico per rubarti delle informazioni. Tutto quello che scrivi sui social network lascia traccia, la polizia postale può rintracciare il tuo messaggio e se questo offende o minaccia una persona, l’individuo che ha mandato il messaggio può essere denunciato. Infine i carabinieri hanno lasciato fare ai ragazzi le domande e hanno anche permesso loro di raccontare le loro esperienze, dando preziosi consigli.

 

Intervista impossibile: Patroclo

23 Apr
di Stefano Ratti, Alex Anelli e Sami Tafsi

23/04/2018

Abbiamo deciso di fare questa intervista a uno dei più intrepidi eroi dell’Iliade, seppur sia sempre stato uno dei soldati che guardava la guerra dalle retrovie.

D. Ciao Patroclo, puoi dirci dove sei nato e come hai passato la tua infanzia?

Patroclo: Sono nato in Tessaglia, una regione della Grecia, nel popolo dei Mirmidoni. Mio padre si chiamava Menezio, per questo uno dei miei soprannomi era Meneziade. Durante la mia infanzia, passata ad allenarmi per diventare un grande guerriero acheo, ho conosciuto Achille, figlio del nostro grande re Peleo, che inizialmente mi era antipatico, perché era più forte di me, ma poi diventò il mio migliore amico.

D. Come hai reagito alla notizia della guerra di Troia?

Patroclo: Ne sono venuto a conoscenza durante un comizio tenuto dal re nella piazza principale; non stavo più nella pelle. Appena finito il discorso di Peleo mi precipitai a casa per preparare le armi e tutto il necessario e qualche settimana dopo partii verso il mio destino.

patrokl

D. Come hai vissuto la guerra?

Patroclo: Sono sempre stato uno che stava nelle retrovie, una riserva, uno debole.  In quei 9 anni ho sempre cercato di rendere al massimo, sperando che un giorno sarebbe arrivato il mio momento di gloria, ma quando Achille sfogò la sua ira funesta e noi Mirmidoni non potemmo più combattere, persi tutte le speranze.

D. Come ti sei sentito quando non potevi più combattere?

Patroclo:  È stato il momento più buio e triste della mia vita: vedere combattere e morire con onore i propri compagni sotto la spada di Ettore elmo lucente e non fare nulla mi è sembrata un’azione da codardi. Ho provato a convincere Achille, ma ha sempre rifiutato, finché un giorno. . .

D. Vuoi raccontarci del tuo grande giorno?

Patroclo: Quel giorno ero molto furente, quasi da eguagliare l’ira del mio grande amico. Entrai nella sua tenda facendo cadere il mobile dove teneva la sua arpa, rompendola in mille pezzi e gli dissi: “Achille, sono stufo di vedere i miei compagni morire senza poter far niente! Se tu non vuoi combattere, lascia almeno che sia io a prendere la tua armatura e a guidare i Mirmidoni in battaglia”. Achille a quel punto acconsentì.

D. Parlaci di quando per la prima volta sei andato in battaglia.

Patroclo: Appena arrivai, tutti pensarono che io fossi Achille e gli achei ripresero forza, mentre i troiani gelarono dalla paura e iniziarono a indietreggiare. In una ventina di minuti li scacciammo dalle navi, ma io non soddisfatto decisi di attaccarli fin sotto le mura e lì incontrai il mio destino fatale.

D. Perché hai deciso di disobbedire ad Achille, quando lui ti aveva detto di non andare oltre le navi?

Patroclo: Perché non volevo essere un semplice soldato che prendeva ordini dal suo superiore. Ero stufo che quando si nominava Patroclo si intendesse ” l’amico di Achille” e volevo annientare a tutti costi questa espressione, anche a costo di morire.

Grazie della tua disponibilità Patroclo, salutaci Ade nell’Oltretomba.

Patroclo: Grazie a voi, lo farò senz’altro.